Il salto in lungo è una disciplina sportiva sia maschile che femminile dell’atletica leggera. In questo sport, gli atleti, dopo una rincorsa, devono raggiungere la zona limite dove poter saltare. Questa zona limite viene definita “asse di battuta”. L’obiettivo è quello di cercare di atterrare il più lontano possibile nella buca piena di sabbia.

La lunghezza del salto viene poi valutata e misurata dal limite di battuta, indipendentemente dal punto esatto in cui l’atleta ha staccato. Come tutti gli altri salti, anche quello in lungo è composto da quattro fasi differenti: rincorsa, stacco, volo e infine atterraggio.

Tutti i salti comunque devono essere misurati prendendo come punto di riferimento il segno che viene lasciato dall’atleta sulla sabbia più vicino alla linea di stacco. La misurazione effettiva viene effettuata perpendicolarmente alla linea di stacco. Esistono però dei casi in cui il salto viene considerato nullo. Ovvero quando l’atleta stacca al di fuori della linea di rincorsa oppure quando l’atleta, dopo aver completato il salto, ritorna verso la zona di stacco. Altri casi in cui il salto viene considerato nullo sono quando l’atleta tocca il terreno oltre la linea di stacco con qualsiasi parte del corpo o quando usa un qualsiasi tipo di salto mortale.

I record del salto in lungo

L’attuale record del mondo a livello maschile è detenuto da Mike Powell, con un 8,95 metri centrato il 30 agosto del 1990 nel corso della finale dei Campionati Mondiali di Tokyo. Il record mondiale del salto in lungo viene registrato a partire dal 1901, con l’unità di misura del centimetro. In assoluto, il record più duraturo è stato l’8,13 metri di Jesse Owens che è rimasto imbattuto per un totale di venticinque anni e ottantasei giorni e fu battuto dall’8,21 m ottenuto da Ralph Boston. Il record più breve invece fu l’8,24 m dello stesso Ralph Boston, che venne migliorato soltanto cinquantadue giorni dopo dall’8,28 m centrato dallo stesso atleta. Il massimo aumento di misura di un primato si è verificato in occasione delle Olimpiadi del 1968, quando Bob Beamon riuscì ad incrementare la misura di ben cinquantacinque centimetri, migliorando di molto il precedente record di 8,35 m e riuscendo a toccare gli 8,90 m. Il minimo incremento di un record mondiale è stato di un solo centimetro. Questo curioso fatto è accaduto in due occasioni: nel 1928 con Ed Hamm e nel 1965 con il solito Ralph Boston, che è stato anche colui che nella storia ha più volte migliorato il record mondiale, ritoccandolo in ben cinque occasioni tra il 1960 e il 1965.

Un fatto curioso è avvenuto nel 1995. In quella circostanza, al Sestriere, Ivan Pedroso saltò 8,96 metri. Il salto inizialmente fu considerato record mondiale. Ma in seguito fu annullato, in quanto fu accertato che un giudice si era piazzato in maniera inavvertita davanti all’anenometro, falsando in questo modo la misura del vento, che fu considerato superiore ai 2 m/s.

Per quanto riguarda invece il mondo del salto in lungo femminile, il record mondiale è in mano a Galina Cistjakova, che l’11 giugno 1988 saltò 7,52 metri. A livello indoor gli attuali record del mondo sono detenuti in ambito maschile da Carl Lewis con il suo 8,79 m che è riuscito ad ottenere il 27 gennaio 1984 a New York. A livello femminile, invece, il record mondiale del salto in lungo indoor lo ha conquistato Heike Drechsler con il suo 7,37 metri, ottenuto il 13 febbraio 1988 a Vienna.

Di Grey