Storia della Roma americana: dagli inizi all’arrivo di Spalletti

Da dove partita questa Roma americana? Il primo anno della Roma “americana” può essere identificato come l’anno zero. La dirigenza guidata dall’esperto direttore sportivo Walter Sabatini mette a segno una serie di colpi in ottica futuro. Si decide di non puntare sull’attuale tecnico del Milan Vincenzo Montella, affidando così la panchina ad un giovane allenatore ovvero Luis Enrique. Il progetto inizia a crescere, il tifo tra stupore e scetticismo inizia ad avvicinarsi all’idea di Lucho basata sul possesso palla, stile Barcellona. Se da un parte il progetto societario e tecnico inizia a far gola, dall’altra i risultati iniziano a scarseggiare: la Roma vive fasi alterne, l’ambiente si fa sempre più caldo fino ad insorgere contro l’ex tecnico del Barcellona B tanto che quest’ultimo deciderà a fine stagione di dimettersi.

Da Luis Enrique a Zeman: dopo un solo anno la nuova società è già alle prese con diversi problemi ma la soluzioni potrebbe essere li, a pochi chilometri di distanza. Infatti, mentre Luis Enrique decideva di lasciare la panchina dei capitolini, Zeman vinceva il campionato di Serie b con il Pescara di Immobile, Insigne e Verratti. L’occasione è grande, il boemo vuole rilanciarsi in una grande squadra e la Roma glielo concede: il classico 4-3-3 dell’ex Foggia e Lazio inizia a fare le sue vittime tra cui Inter e Milan ma, allo stesso tempo, non riesce a garantire stabilità e costanza nei risultati. Ad incrinare definitivamente i rapporti vi sono le sue decisioni che riguardarono particolarmente i ruoli di due top player, Daniele De Rossi e Miralem Pjanic per poi finire a Stekelemburg. Lo spogliatoio inizia ad insorgere tanto da non seguire più il diktat del proprio tecnico ed in seguito ad un Roma Cagliari terminato 2-4, la ocietà decide di esonerare Zeman affidando la panchina ad Andreazzoli, collaboratore tecnico nella prima Roma di Spalletti.

L’allenatore classe 53′ subentra in situazione abbastanza complicata; il suo compito in un primo momento era quello di ricompattare il gruppo per poi terminare la stagione nel miglior dei modi, stile traghettatore. Il lavoro di Andreazzoli inizia ad ottenere i primi risultati: la vittoria sulla Juventus di Antonio Conte in Coppa Italia porterà la Roma in finale la Lazio. Stiamo parlando di una sfida ostile, brutale che coinvolse tutta la città; le due squadre arrivarono alla partita con la paura di sbagliare ogni singolo passaggio, in palio c’era il dominio, in ambito calcistico, della città. I minuti scorrevano velocemente e solo al minuto 71 Senad Lulic, centrocampista dei biancocelesti, trovo tap-in vincente. 1-0 e Roma che sprofonda ancora di più sotto l’ira dei propri tifosi e i festeggiamenti dei cugini.

La rivoluzione societaria: Ormai presidente della Roma, decide di rivoluzionare tutto; la sconfitta brucia e i tifo è stufo dei continui cambiamenti. Per tale motivo il ds Sabatini porta a Roma un allenatore vincente ovvero Rudi Garcia, protagonista dei diversi successi del Lille. Con lui arrivano, tra i tanti, a Roma Morgan De Sanctis, affidabilità ed esperienza; Gervinho, pupillo del tecnico francese, e Mehdi Benatia.

L’inizio è il migliore, 10 partite vinte su 10 e primo posto in classifica. L’assenza di coppe aiuta i giallorosso che iniziano ad ostacolare i progetti vincenti della Juventus; il modulo è simile a quello di Zeman ma gli interpreti si trovano perfettamente nel loro ruolo naturale, dando maggior qualità alla squadra. Il cammino prosegue incessantemente, anche se la stanchezza inzia a farsi sentire e solo la Juventus dei record con 102 punti riusci a strappare lo scudetto agli uomini dell’ex Lille.

L’anno delle spese folli: la stagione successiva la Roma è convinta di poter insediare maggiormente la prima posizione e per tale motivo Pallotta non bada a spese: arrivano a Roma i vari Iturbe, Manolas, Ashley Cole ed Astori. Tale annata verrà ricordata con ritorno in Champions League dopo diversi anni ed il secondo posto conquistato grazie alla vittoria contro la Lazio nella penultima giornata. Stesso copione della stagione precedente: la partenza è ottima risultati utili si susseguono stanziando la squadra nei primi posti della classifica. A metà campionato il cambio di rotta; una serie di pareggi ostacolano i piani di Rudi Garcia che vede i bianconeri allontanarsi maggiormente, facendo sfumare il sogno scudetto.

Al termine della stagione in molti chiedono l’esonero dell’attuale tecnico del Marsiglia, invece, la dirigenza giallorossa, sotto gli ordini di Pallotta, ormai presidente assoluto della Roma, conferma Garcia ed acquista giocatori dal calibro internazionale come Dzeko e Salah. La vittoria contro la Juventus alla seconda giornata è l’apoteosi. I tifosi sono sicuri che può essere l’anno giusto, ma tale pensiero si infrange in un pomeriggio freddo di dicembre dove i capitolini vengono eliminati dalla Coppa Italia da lo Spezia ai rigori. Tale evento segna definitivamente la fine del rapporto tra Garcia e la Roma e nei primi giorni di gennaio avviene la conferma del suo esonero per far posto al ritorno di Luciano Spalletti.

Milan, un flop da un milione a gara: la storia di Bogarde

Sin dalla nascita del football nelle “pelouses” inglese, generazioni e generazioni di bambini hanno sognato di ritagliarsi uno spazio nell’Olimpo del Pallone, immaginandosi condottieri dei club più blasonati e desiderosi di alzare trofei in serie.

C’è poi anche chi, meno prosaicamente, capisce di non avere a disposizione mezzi di primissima qualità e cerca intelligentemente di monetizzare al massimo la breve durata di una carriera. Ecco, il massimo esempio di questa categoria è stato l’olandese Winston Bogarde, che i tifosi del Milan, purtroppo per loro, ricordano bene come “bidone epocale”. E dire che la sua prima parte di carriera era stata più che incoraggiante: seppur lento e privo di fondamentali da primadonna, il ragazzone “colored” classe 1970 sopperiva alle lacune tecniche buttandola sul piano fisico, in virtù dei 190 cm di altezza. In questo modo riusciva ad affermarsi nell’ Ajax, vincendo tra le altre cose due campionati e debuttando nella Nazionale olandese.

Ecco dunque nel ’97 il passaggio al Milan, a parametro zero e fra squilli di tromba. A Milanello persino Fabio Capello, uno che di calcio ne capisce eccome, si dimostrò fiducioso rilasciando una dichiarazione che a posteriori suona presaga e ilare: «Scommetto soprattutto su Kluivert, ma penso che anche Ba e Bogarde possano dare molto». E invece, bastano poche partite per capire che non è cosa: uno scellerato retropassaggio a Taibi che propiziò il gol della vittoria dell’Udinese targato Bierhoff sanciva di fatto la fine dell’esperienza in rossonero, dopo sole 4 partite.

Nel dicembre 1997 la dirigenza rossonera lo girerà al Barcellona, alla corte del suo mentore Van Gaal, nel frattempo emigrato nella Liga. E se la prima annata fu tutto sommato positiva, le restanti due le trascorse sempre più fra panchina e tribuna che in campo, in barba al ricco ingaggio siglato al suo arrivo. E’ però nel 2000 che Winston compie il proprio capolavoro: i dirigenti londinesi, convinti dal connazionale Mario Melchiot, gli fanno firmare un triennale da 70.000 sterline a settimana, per l’equivalente di 3 milioni di euro odierni all’anno. Mister Claudio Ranieri non tarda ad accorgersi della topica, ma ormai il danno è fatto e nemmeno la retrocessione nella squadra riserve scalfisce il morale del difensore orange. E il suo conto in banca cresce in maniera esponenziale: in un quadriennio scende in campo solo dodici volte, ma porta a casa un totale di 12 milioni di euro. In pratica, un milione a partita.

Non contento, tanto per farsi amare ancor di più da compagni e tifosi, decide anche di calare il carico: «Potrei giocare titolare da qualsiasi altra parte –  disse una volta ad un giornalista – ma perché dovrei? Qui mi pagano, e anche bene». Una volta scaduto il contratto Ottiene di allenarsi con l’Ajax – che ad ingaggiarlo non ci pensa neanche lontanamente – finché un bel giorno, l’8 Novembre 2005, dopo oltre un anno di inattività decide saggiamente di annunciare il suo ritiro dall’attività agonistica, all’età di 35 anni. Osservando i suoi numeri dal 1997 al 2004 quindi, vediamo come sia sceso in campo in sole 77 occasioni, guadagnano oltre 13 milioni di euro. Non sarà stato un fenomeno, ma in quanto a strategia e marketing può dare lezioni a molti.

Per altre news visita il sito: www.novantesimo.com

Cosa regalare ai nonni per il compleanno

Cosa regalare ai nonni per il compleanno

Il compleanno è un’occasione che va festeggiata, ancora di più quando sono i nonni a compiere gli anni. I regali dei nipoti sono sicuramente quelli più apprezzati dai festeggiati perché dicono loro tutto l’affetto che son riusciti a regalare al nipote che, in quest’occasione, dimostra la sua gratitudine. I nonni sono infatti importanti nella vita dei nipoti per tanti motivi. Eccoci quindi a consigliarti i migliori regali da fare..

I regali piu’ belli

Sicuramente ai nonni non importa del valore materiale del regalo. Farà loro piacere ricevere un ricordo come un breve filmato che raccoglie le loro foto e quelle della famiglia nel momenti felici con in sottofondo le canzoni della loro vita insieme. Un’alternativa è rappresentata dal riprodurre su tela una foto della famiglia al completo. Non dimenticare di accompagnare il tuo regalo da un bel biglietto scritto col cuore e non con frasi copiate. Sarà quello a rendere il tuo regalo il più bello tra tutti.

I classici

Ovviamente i nonni in casa hanno tutto quello che serve, ma potrai comunque optare per regali classici come elettrodomestici (se qualcuno non funziona a dovere) un frullatore nuovo per la nonna e un rasoio elettrico per il nonno ad esempio. Portafogli, cinture, borse, orologi e gioielli vanno sempre bene. Anche in questo caso accompagnati da biglietto, che renderà personale il tuo regalo.

Consigli per viaggiatori solitari

Consigli per viaggiatori solitari

Se non siete amanti dei villaggi turistici, se le vacanze in gruppo vi stanno troppo strette siete sicuramente più portati a viaggiare da soli. I viaggiatori solitari organizzano il proprio viaggio in base alle proprie esigenze. Alcune volte però l’idea di affrontare un viaggio soli mette un po’ di paura. Vogliamo, con questa piccola guida, darvi qualche consiglio per mettervi lo zaino in spalla e partire. La prima cosa da fare è abbandonare tutte le paure; sicuramente se vi soffermate un attimo sono quelle che fino ad ora vi hanno frenato.

Cosa fare prima di partire

Sembreranno consigli banali, ma se viaggiate fuori dal territorio europeo è bene verificare di avere il passaporto ancora valido. Fatto questo dovete richiedere il visto del paese di destinazione erverificate di avere le eventuali vaccinazioni necessarie fatte. Controllate che le vostre carte di credito e di debito siano attive e non scadute. Prima di partire abbiate cura di avere almeno un tot di contanti per eventuali emergenze e premunitevi di avere un’assicurazione medica. Se prendete medicinali ricordatevi di controllare di averne quanto basta per il periodo in cui siete fuori.

Lo zaino perfetto

Beh qui le cose potrebbero complicarsi un po’, le vostre paure e ansie potrebbero portarvi a caricare eccessivamente il vostro zaino e voi vi ritroverete con un peso eccessivo sulla schiena. Nulla di più sbagliato. La parola d’ordine per un viaggiatore solitario è comodità. Riducete quindi all’indispensabile gli indumenti dando un occhio particolare alle attrezzature da portarvi: posate da campeggio, coltellino svizzero, un marsupio per riporvi documenti e soldi e, quasi fondamentale, un bussula. Ovviamente tutto questo ipotizzando una vacanza fuori dal nostro amato paese, con condizioni quasi di vacanza avventura. Se viaggiate in posti turistici potreste non aver bisogno di posate e coltellino. Per questo vi consigliamo, prima di partire, di fare una visita su internet in qualche forum di viaggiatori solitari come voi; sicuramente troverete chi ha già visitato la vostra meta e non c’è nulla di più prezioso dei consigli di chi come voi viaggia in solitaria.

Articolo offerto da sconti hotel, il portale di nuova concezione per prenotazioni alberghiere a tariffe scontate di Hotel Express International

Il Brasile: Rio de Janeiro

Il Brasile: Rio de Janeiro
Storia

Rio de Janeiro, ritenuta da molti la vera capitale del Brasile e offre delle bellezze non quantificabili sotto ogni punto di vista.

Il luogo dove sorge la città era già stato visitato da Magellano, ma il primo nucleo urbano fu stabilito nel 1555 da francesi calvinisti poi sostituiti da coloni portoghesi, che chiamarono il nuovo centro ”Sao Sebastiao do Rio de Janeiro”. Rio fu eletta nel 1763 capitale del Paese, e tale fu anche dopo la proclamazione d’indipendenza del Brasile e la nascita della Repubblica federale, la cui capitale attuale, dal 1960, è Brasilia.
Vita
Questa città è il cuore culturale e finanziario del Brasile: oltre a vantare meravigliose spiagge, il suo porto è di importanza mondiale ed è lì che vi si concentra tutta la produzione agricola e mineraria che da sempre sono simboli del paese. La vita per le strade è movimentata giorno e notte, numerosi sono i locali, club, discoteche, dove potersi divertire parlando, ballando o bevendo un drink locale, magari la caipirinha, che è il cocktail simbolo per eccellenza di produzione brasiliana. Molti di questi interessanti locali sono concentrati in quartieri precisi come Ipanema, Lapa, Leblon e Copacabana; stesso discorso vale per le spiagge, che hanno tutte dei nomi caratteristici date le varie differenze: Prainha, Barra, Urca, Mangaratiba, ne sono solo alcune. Rio è vita, la varietà di intrattenimento che offre, oltre al celeberrimo Carnevale, la rende una delle mete più desiderate senza dubbio.

I borghi piu’ belli d’Abruzzo: Roccamontepiano

I borghi piu’ belli d’Abruzzo: Roccamontepiano

L’estate si sta avvicinando e con essa anche la voglia di partire, esplorare luoghi nuovi ed incontaminati: l’Abruzzo ne offre a volontà, e tra questi vi è anche Roccamontepiano.

Il territorio e cosa vedere

Roccamontepiano è un comune chietino che fa parte della comunità montana della Maielletta, ed appartiene anche all’Unione delle Colline Teatine.
La storia del suo borgo è di origine longobarda, e tra il X e il XI sec. ospitò una colonizzazione di frati benedettini; infatti, dei monaci vi costruirono l’abbazia di San Liberatore a Majella, ora però sita nella vicina Serramonacesca.
Tra i monumenti da vedere assolutamente vi sono il Monastero medievale di San Pietro a Maiella, di cui rimangono pochi ruderi; il Santuario di San Rocco (nome inizialmente dato al paesino) e Grotta del Colle.

Prodotti tipici e usanze

I prodotti tipici di Roccamontepiano sono formaggi e latticini, tipici prodotti da vero borgo abruzzese. Oltre alla leggenda di San Rocco, numerose sono le ricorrenze religiose festeggiate annualmente come da tradizione.

Vi è una curiosa leggenda proprio riguardo San Rocco: si narra che il santo fu ospite nel castello dei Colonna, ai tempi del loro feudo, ma che pernottò dentro una grotta lì nei dintorni, e sopravvisse grazie all’acqua presente nell’ambiente e ad una pagnotta di pane portatagli da un cane. Lì, vi costruirono una chiesa.
Ringraziamo la iReBuilding per le informazioni prodotte su questo borgo. Se interessati ad investimenti immobiliari in Abruzzo vi consigliamo una visita al sito della società, che si occupa di vendita di immobili storici in Abruzzo.

I luoghi di interesse nelle Marche

I luoghi di interesse nelle Marche

Le Marche sono una terra molto spesso sottovalutata dai turisti, per questo vogliamo darvi almeno 10 buoni motivi per visitarla. Dieci luoghi che meritano di essere visti. Un viaggio nelle Marche e una visita in questi luoghi affascinanti e pieni di storia forse sono la vacanza che ti manca. Lasciati guidare da storia arte e tradizioni che in queste terre non mancano di certo.

Cosa vedere nelle Marche

Sicuramente il Palazzo Ducale di Urbino, sede della Galleria Nazionale delle Marche, esempio di architettura rinascimentale italiana di interesse indiscusso, e’ un luogo da visitare senza pensarci due volte. Per gli amanti dell’avventura non possono mancare le Grotte di Frasassi, grotte carsiche che ti offrono la possibilità di vedere la maestosità della natura nascosta sotto terra. A Macerata lo Sferisterio, ti offrirà un’opera architettonica unica nel suo genere, una struttura teatrale che ospita il Macerata Opera Festival. Il Borgo di Corinaldo, ad Ancona, conserva ancora le mura del XIV secolo e qui potrai visitare il santuario Maria Goretti e il teatro comunale Carlo Goldoni. Sempre ad Ancona, precisamente a Jesi, Palazzo Pianetti ti offrirà uno sguardo su quella che è l’architettura del settecento con al suo interno la Galleria degli Stucchi e al primo piano e al secondo piano le stanze ancora perfettamente conservate. Se la natura ti affascina non potrai perderti Monte Catria, a Cagli, provincia di Pesaro-Urbino. Questa meta è adatta a coloro che amano la natura e, grazie al parco tematico Kinderland, anche ai più piccoli. Il Monte Conero offre strapiombi e viste mozzafiato e suggestive. Le Lame Rosse a Fiastra, provincia di Macerata, sono un fenomeno di erosione della roccia molto particolare che ricorda i paesaggi da Gran Canyon. Tale fenomeno ha portato a galla il substrato ferroso e lo spettacolo che ne deriva ti lascerà affascinato.

Una regione per tutti

Le Marche però non ti offrono solo questo. La sua particolare conformazione, tra montagne e pianure, paesaggi suggestivi, spiagge e calette quasi incontaminate, fanno si che questa regione sia una meta turistica adatta a chiunque. Sia che tu voglia l’avventura o il relax troverai nelle Marche tutto quello che fa per te.

Il balsamo per i capelli per lo sportivo

IL BALSAMO PER I CAPELLI

Il balsamo per capelli è uno di quei prodotti che tutte abbiamo sulla mensola del bagno, ma nessuno mai ci ha veramente detto come sceglierlo o come usarlo per ottenere il risultato migliore.
Iniziamo con il dire che è un prodotto che è assolutamente necessario per prenderti cura della tua chioma. Non è assolutamente vero che appesantisce il capello e che lo sporca con più facilità. Sono tutti falsi miti che vanno sfatati. Il balsamo è un prodotto indispensabile per mantenere i nostri capelli in salute e belli.

COME SCEGLIERE IL BALSAMO PER CAPELLI

Ne esistono davvero per tutti i tipi di capelli, ovviamente dovrai scegliere quello più adatto al vostro capello e al tuo tipo di problema. Se hai i capelli troppo sottili scegline uno volumizzante, se hai i capelli ricci scegli un balsamo che aiuti a definire e modellare, se hai i capelli tinti scegli un balsamo che protegga i capelli.

Nel caso vuoi risolvere qualche problema specifico potrai trovare sul mercato prodotti utili a donare luminosità, a eliminare l’effetto crespo, che ti faciliterà quando farai la piega. Queste sono alcune delle tipologie di balsamo che si possono trovare sul mercato. La cosa fondamentale da ricordare è che indipendentemente dal problema specifico per cui lo si usa tutti i balsami per capelli mantengono la loro funzione principale ovvero quella idratante che aiuta ad avere capelli morbidi come seta e a rinforzare le fibre capillari.

COME USARE IL BALSAMO PER CAPELLI

Iniziamo con capire quando va utilizzato, con quale frequenza. Le aggressioni esterne sono continue e i capelli alla lunga si indeboliscono, quindi si consiglia un uso più frequente. Appena si inizia il trattamento, 2-3 volte a settimana sono sufficienti per aiutare i capelli molto secchi a riprendersi. Poi si passerà ad usarlo una volta a settimana appena la situazione sarà migliorata.

Il suo uso è molto semplice anche se richiede qualche piccola accortezza. Tampona bene i capelli ben sciacquati e applica il balsamo partendo dalle punte e massaggiando con delicatezza. Questo passaggio attiverà un calore che andrà a aumentare i benefici del trattamento. Lascia agire almeno tre minuti il prodotto e risciacqua abbondantemente i capelli.
Per i capelli lunghi applica dalle punte a metà capello, lasciando quattro centimetri circa dalle radici se invece i capelli son molto corti applica solo sulle punte. La parte più importante è il risciacquo, che deve essere abbondante per eliminare i residui del prodotto e non appesantire i capelli.

Consigliamo i servizi dell’hairstylist Piero Rinaldi, che da anni offre servizi da Parrucchiere Pescara. Visita il sito!